Altro che auto rubate: oggi il furto è su misura. I ladri non portano più via l’intera vettura; troppo rischioso, troppo complicato. Preferiscono smontarla a pezzi, in un’operazione ‘chirurgica’ che dura pochissimo. Così nasce il nuovo business nero dei ricambi, che dall’Italia rifornisce mercati lontani: dal Nord Africa agli Emirati, fino al Sud Africa. Lo rivela il report 2025 di LoJack Italia, che fotografa un fenomeno in crescita: solo nel 2024 si sono contati quasi 14 mila interventi per danni da furti parziali, +3,5% rispetto all’anno prima (dati Osservatorio Car Clinic).

Dietro ogni colpo, c’è un ordine preciso: un fanale, una centralina, un catalizzatore. I ladri sono ormai tecnici specializzati, con strumenti elettronici da film di spionaggio. Un minuto e mezzo al massimo per rubarle, poi le auto finiscono in capannoni dove vengono cannibalizzate in tre o quattro ore. Poi i pezzi volano ovunque, alimentando un mercato parallelo milionaio.

«I criminali sono sempre più tecnologici. Servono strumenti intelligenti per proteggersi e, se serve, ritrovare ciò che ci hanno tolto», avverte Maurizio Iperti, presidente di LoJack International. I pezzi più desiderati? Dalle telecamere di bordo (fino a 200 euro) ai fari LED da 5.000, passando per cerchi in lega, monitor, catalizzatori e paraurti. La mappa dei furti parziali non fa sconti: la Lombardia è la regina (40%), davanti a Lazio (27%) e Campania (18%).