Don Claudio Burgio e don Gino Rigoldi – rispettivamente il cappellano e l'ex cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano – sono tra gli indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Milano per le presunte violenze e torture che hanno posizionato l'istituto penale al centro di uno scandalo. Il reato contestato è omessa denuncia.

Beccaria, 42 indagati per torture: calci, pugni, cinghiate ai genitali. Ecco cosa avvenne in carcere

I due storici cappellani dell'istituto penale minorile e volti noti del terzo settore milanese – Don Gino è presidente della Fondazione che porta il suo nome e di Comunità Nuova Onlus, don Burgio guida la comunità penale minorile di Vimodrone “Kairos”, secondo quanto riporta oggi La Repubblica sono nell'elenco dei 51 indagati della maxi inchiesta. I due sarebbero stati «consapevoli delle violenze», si legge nell'informativa di 900 pagine della Squadra mobile agli atti del fascicolo delle pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena. Il loro ruolo è in corso di approfondimento. Entrambi, a verbale, hanno raccontato di non aver mai avuto contezza che dentro il Beccaria si consumassero questi episodi violenti. Al centro delle indagini, tortura e botte sui detenuti: sono 33 i ragazzi che la procura vuole sentire davanti a un giudice, per cristallizzare i loro racconti.