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23 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:37
“Datemi l’ergastolo”. Le mani alzate davanti agli agenti della Polizia locale che lo stavano cercando da ore. Così con la voce quasi calma, Luigi Morcaldi, 64 anni, che aveva accoltellato a morte l’ex moglie, ha chiuso la sua giornata di sangue. Era tra gli alberi del Parco Nord, dove aveva vagato per ore, sporco di sangue e dove ha gettato il coltello con cui ha massacrato Luciana Ronchi, spirata al Niguarda dove hanno tentato di salvarle la vita. Il femminicida era lì: “Mi stavate cercando, ma io ero sempre qua”. Non si era mai davvero allontanato dal luogo del delitto, da quella casa di via Grossini dove fino a tre anni fa aveva vissuto con l’ex moglie e dove alcuni vicini lo avevano visto appostato come in agguato almeno da una settimana.
La vittima 62 anni, lavorava in una mensa e aveva finalmente ritrovato un po’ di serenità. Aveva ricominciato a sorridere, dicono i vicini. Da settimane però qualcuno la osservava dall’altra parte della strada, fermo sullo scooter, a fissarla in silenzio. L’uomo da cui si era separata nel 2022, dopo litigi, tensioni, e un intervento delle forze dell’ordine mai seguito da una denuncia. Un uomo che non accettava la fine.












