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Ultimo aggiornamento: 8:06
Mentre il centrodestra prosegue spedito nella riscrittura del ruolo educativo della scuola — tra divieti all’educazione affettiva e restringimento della carriera alias — alla Camera avanza un’altra proposta destinata a far discutere. Si tratta della mozione n. 7/00309, firmata dal leghista Rossano Sasso, anche relatore del ddl Valditara, che introduce l’obbligo di consenso informato per tutte le attività scolastiche “legate alla religione”. In apparenza una misura di garanzia; nella sostanza, un testo apertamente islamofobico, che mira a presentare l’Islam come incompatibile con l’“identità italiana” e con i principi costituzionali.
La risoluzione, all’esame della Commissione Cultura della Camera, prende le mosse da una serie di episodi di cronaca — visite scolastiche a moschee o lezioni sull’Islam — descritti in modo parziale e sensazionalistico. Dalle scuole elementari di Sesto San Giovanni a Crema fino a Treviso, ogni iniziativa di dialogo interreligioso viene citata come “potenziale indottrinamento”, fino a evocare la necessità di “controllare” preventivamente le attività extracurricolari attraverso il consenso scritto delle famiglie. Nel testo si legge che “la Sharia è totalmente in contrasto con le leggi italiane” e che “diventa urgente acquisire preventivamente l’autorizzazione delle famiglie per qualsiasi attività che riguardi la religione”. A essere chiamato in causa è l’articolo 8 della Costituzione, citato però in modo strumentale, come denunciano le associazioni: “Il testo afferma che nessuna intesa è stata ancora siglata tra lo Stato e la religione islamica, come se ciò giustificasse una forma di sorveglianza preventiva”. Un’impostazione che, secondo i giuristi ascoltati in Commissione, rovescia il principio di libertà religiosa, spostando il baricentro da una scuola laica e inclusiva a un’istituzione chiamata a distinguere il “bene” dal “male”.








