La chiamano scream queen, ma è recitando nel Frankenstein di Guillermo del Toro che Mia Goth ha riscoperto Mary Shelley. E iniziato a sognare la regia
di Liana Messina
Con la paura Mia Goth ha stretto un patto dall’inizio della carriera. Da quando cioè Mia Gypsy Mello da Silva Goth (il suo nome completo) ha cominciato a prendere parte a piccole produzioni horror indipendenti che sono diventate sempre più grandi. Grazie a film come The House of The Devil, The Innkeepers, il Suspiria di Luca Guadagnino, la travolgente trilogia di X, diretta da Ti West (in cui è doppiamente protagonista: è la pornostar Maxine e l’antagonista Pearl), sono in molti a considerarla la nuova regina del genere horror.
Metà brasiliana e metà canadese, nipote d’arte (sua nonna era Maria Gladys, famosa star carioca), è nata a Londra e cresciuta tra Brasile, Canada e Inghilterra, mentre i primi passi li ha compiuti sulle passerelle a 16 anni. Ci voleva lo scandaloso Nymphomaniac di Lars von Trier per farla conoscere al mondo.
Ora, a 32 anni, ha alle spalle un curriculum da veterana dei set e accumulato esperienze di vita altrettanto intense, come la relazione on/off con il collega Shia LaBeouf (un matrimonio, un divorzio, liti e riconciliazioni varie, una figlia, Isabel, nata nel 2022). Dopo che Guillermo del Toro l’ha scelta come eroina femminile dell’attesissimo Frankenstein, Mia può affermare di avere fatto il salto, girando una produzione d’autore. Presentato in concorso all’ultimo Festival di Venezia, il film è un mega progetto per cui Netflix ha investito un budget di 120 milioni di dollari puntando su un cast stellare: accanto a Mia, Oscar Isaacs, Jacob Elordi e Christoph Waltz (nelle sale il 22 ottobre e poi sulla piattaforma dal 7 novembre). Non è l’ennesima rivisitazione del romanzo di Mary Shelley (lo scrisse 18enne nel 1818), ma una versione profondamente “deltoriana”: è da quando era bambino che il regista messicano sognava di fare questo film. "Non volevo concentrarmi sui mostri, ma su una storia d’amore", ha spiegato a Venezia, "raccontare cosa significhi, ieri come oggi, essere umani". Dall’elaborazione del mito ha tratto qualcosa di profondamente autobiografico: "C’è un po’ di me in ogni personaggio". Compreso quello, interpretato da Mia Goth, di Elizabeth: la fidanzata del fratello di Victor, il creatore, capace di provare affetto e compassione per la Creatura e a cui Del Toro ha regalato uno spazio particolare. Per Goth è stata "un’esperienza diversa da tutte le altre".









