Aveva pubblicato un appello sui social, disperato ma gentile: “Offro una pizza per quattro persone e una ricompensa a chi mi restituisce il portafoglio, anche solo per i documenti e le carte bancomat”. Non era tanto per i soldi, spiegava, quanto per quel piccolo mondo di carte e tessere che raccontano una vita, che ne regolano la quotidianità. L’appello è rimbalzato di gruppo in gruppo sui social, a partire da quelli di Ostia, passando una bacheca all’altra. Poi, la mattina dopo, la sorpresa. Niente telefonate, niente messaggi, nessuna richiesta di ricompensa. Solo il rumore della posta che scivola nella buca. Dentro, il portafoglio. Intatto. Con i soldi. Con tutto quello che conteneva.
Chi l’ha trovato non aveva lasciato neppure un biglietto. Nessun numero, nessun nome. Solo un gesto umano, un atto di gentilezza. L’uomo — o la donna — ha scelto di restare nell’ombra. Nessun bisogno di visibilità, nessun premio. Un piccolo atto di civiltà, gratuito e sincero, che in un quartiere spesso raccontato per l’avanzare della criminalità diventa notizia.
L’autore del post, incredulo, allora ha scritto un secondo messaggio: “La ringrazio dal profondo del cuore. È una persona perbene, un’anima pulita e pura. Persone del genere ridanno fiducia all’umanità”. Così un piccolo episodio di cronaca urbana a Ostia ha collezionato una pioggia di like. Proprio perché si tratta di un gesto semplice, anonimo, che racconta l’altro lato della città: onestà, discrezione e senso civico.






