In queste ore è saltata fuori una indiscrezione, riportata dal New York Times, martedì 21 ottobre, che mette al centro nuovamente Luigi Mangione. Sembra che il presunto assassino, attualmente in carcere, sia stato malmenato da un gruppo di donne transgender durante una notte di follia in Thailandia. Il fatto sarebbe accaduto nei mesi precedenti al presunto attentato all’amministratore delegato di UnitedHealthcare, Brian Thompson.
Mangione si è dichiarato non colpevole delle accuse per aver sparato a sangue freddo al boss cinquantenne del settore sanitario a Midtown, a Manhattan il 4 dicembre 2024.
Il ragazzo è stato arrestato in Pennsylvania dopo una drammatica caccia all’uomo durata cinque giorni. I federali chiedono la pena di morte per Mangione che tornerà in tribunale il 5 dicembre. Non è stata ancora fissata una data per il processo.
Il ventisettenne si sarebbe vantato con gli amici su WhatsApp della sua movimentata vita notturna durante un viaggio zaino in spalla in Asia, prima di tornare negli Stati Uniti nel luglio 2024 e di aver sparato a Thompson a dicembre. In un messaggio sconcertante, Mangione ha affermato di essere stato picchiato da sette “ladyboy” – un termine colloquiale per le donne transgender – a Bangkok e avrebbe condiviso una foto del suo braccio malconcio e graffiato.






