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30 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:59
Rischia la pena massima del carcere a vita senza possibilità di libertà su parola in caso di condanna. Quindi, nessuna pena di morte per Luigi Mangione, il 27enne imputato per l’assassinio del Ceo di United HealthCare Brian Thompson, ucciso il 4 dicembre 2024 a Manhattan di fronte ad un albergo, dove doveva partecipare ad una riunione del gruppo. Il giudice a cui fa capo il suo processo ha infatti respinto l’accusa mossa contro Mangione che, potenzialmente, lo avrebbe esposto alla possibilità di essere condannato alla pena capitale nel caso di condanna. La giudice Margaret M. Garnett ha respinto due delle quattro accuse contro Mangione. Per i suoi legali la decisione è una vittoria importante perché sono riusciti a far valere la tesi che lo stalking “non si configura come crimine violento” e non può essere quindi il presupposto per la pena di capitale. Gli avvocati del 27enne hanno anche sostenuto davanti al giudice che la decisione di chiedere la pena di morte fosse di natura politica.
La giudice ha deciso anche di ammettere al processo come prove quanto rinvenuto nello zaino di Mangione quando è stato fermato per la morte di Thompson. I legali di Mangione avevano invece chiesto che le prove raccolte dalla zaino fossero escluse dal processo perché la perquisizione effettuata allora era stata eseguita in modo illegale perché le autorità non avevano alcun mandato per agire.












