Luigi Mangione, imputato per l’assassinio del Ceo di United HealthCare Brain Thompson, è tornato in tribunale a New York per la prima delle tre udienze in cui i suoi avvocati intendono chiedere al giudice di annullare alcune prove. Mangione è sotto processo a New York e rischia il carcere a vita. È anche imputato a livello federale e in quel processo, che prenderà il via il 9 gennaio, rischia la pena di morte. C’è poi un terzo procedimento che lo riguarda in Pennsylvania ma che ancora non ha una data di inizio.
Come già accaduto per il suo arresto l’onda mediatica attorno a Mangione non si è spenta. Il viso da bravo ragazzo e l’aurea di potenziale assassino ha “affascinato” migliaia di donne e uomini. Il risultato? C’è gente che è rimasta fuori dall’aula del tribunale tutto il giorno per poi urlare “Free Luigi” tutto il tempo del dibattimento in aula, l’imputato ha anche ricevuto migliaia di lettere di appoggio da tutto il mondo, ma non solo. In tasca a Mangione sono finiti ben 1,34 milioni di dollari, tra le svariate raccolte fondi per poter sostenere le parcelle degli avvocati che dovranno cercare di evitargli quantomeno l’ergastolo.
Originario di Baltimora e laureato alla University of Pennsylvania, il 27enne Mangione è accusato di ucciso Thompson, 50 anni e padre di due figli, il 4 dicembre 2024 all’esterno dell’hotel Hilton nel cuore di Manhattan dove il Ceo avrebbe dovuto partecipare quella stessa mattina a una conferenza con gli azionisti.











