Padova, 22 ott. (askanews) – L’incendio che nel 2019 devastò la cattedrale di Notre-Dame di Parigi ha rappresentato per il mondo intero un doloroso promemoria della fragilità dei grandi monumenti storici. In pochi minuti secoli di arte e di fede furono messi in pericolo, mostrando quanto sia necessario, per edifici di tale valore, dotarsi di sistemi di protezione all’avanguardia, capaci di garantire la massima sicurezza senza compromettere l’integrità delle strutture. Da questa consapevolezza nasce il progetto di ammodernamento e potenziamento del sistema antincendio della Basilica di Sant’Antonio a Padova con strumenti di ultima generazione promosso dalla Delegazione Pontificia, dalla Veneranda Arca di Sant’Antonio e dai Frati della Basilica, con il fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. La responsabilità di custodire un luogo di culto amato in tutto il mondo è quanto sottolineano le parole di S.E. Mons. Diego Giovanni Ravelli, Delegato Pontificio per la Basilica di Sant’Antonio in Padova: “Un progetto come questo, che ha come obiettivo la messa in sicurezza delle cupole della Basilica sotto il profilo dell’antincendio, risponde al desiderio di poter garantire al massimo delle nostre possibilità l’incolumità di un edificio di culto così importante, che noi ‘ereditiamo’ da chi ci ha preceduto nei secoli e che abbiamo la responsabilità di consegnare alle future generazioni di fedeli e pellegrini. Sappiamo come Sant’Antonio continui ad attirare vicino al luogo della sua sepoltura molte persone, pellegrini e pellegrine da tutto il mondo; prendersi cura di questo santuario diventa dunque un segno di responsabilità nei confronti della fede e della devozione che nei secoli si è sviluppata senza interruzioni”.