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1 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:55

Buttar giù con una esplosione la Garisenda per “salvare” quella degli Asinelli ed evitare rischi per la basilica di San Bartolomeo. Nell’autunno 2023, quando iniziò l’allerta per la Torre Garisenda, la minore delle Due Torri di Bologna, e il Comune creò il primo pool di esperti incaricati di gestire l’emergenza, ci fu anche un momento in cui si ipotizzò l’abbattimento controllato del monumento. Secondo quanto riporta l’Ansa si pensò anche all’utilizzo di esplosivi e fu chiamato Danilo Coppe, l’esperto parmigiano autore della demolizione con dinamite di ciò che restava del Ponte Morandi di Genova.

Nel frattemp, l’allarme è in parte rientrato. Ma all’epoca, fine settembre di due anni fa, lo stesso Coppe realizzò un progetto che prevedeva di intervenire in poche ore se la situazione lo avesse richiesto, cioè se gli strumenti di controllo avessero segnalato un imminente rischio di crollo. L’obiettivo principale di questo ipotetico intervento era limitare i rischi di danno per la Torre degli Asinelli e per la basilica di San Bartolomeo, che si trovano nelle immediate vicinanze. Il piano prevedeva microcariche e una serie di indicazioni sulle misure e le precauzioni da adottare, un’area di sicurezza a 200 metri dalla base della torre, e un brillamento calibrato.