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Ultimo aggiornamento: 13:44

Alla fine, è successo l’emendamento ‘Moda sporca’ è passato. Il salva Alviero Martini, Armani, Dior, Valentino, Loro Piana, Louis Vuitton, Tod’s è stato approvato dalla commissione Industria del Senato.

Dopo le nostre battaglie, denunce, interruzioni in aula, richieste di informative: la destra ha detto la sua. Come? Non sono punibili i gruppi della moda che prima della commissione del fatto abbiano adottato modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire reati. Rispettati alcuni requisiti, le imprese di filiera e le imprese saranno inserite in un registro del Mimit delle aziende certificate, per le quali scatterà una sorta di presunzione di legalità.

È questo il contenuto del pacchetto di emendamenti – proposto dai senatori di Fratelli d’Italia Amidei e Ancorotti – sul settore della moda, approvati ieri e ora fermi in aula al Senato, relativi al disegno di legge 1484 sulle Pmi. Ma di che cosa si tratta, concretamente? L’azienda committente può farsi certificare la regolarità della filiera, liberandosi da ogni responsabilità rispetto a ciò che avviene nei suoi appalti e subappalti: la parola del soggetto certificatore toglie la parola al controllo di legalità.