ROMA – Il Csm si muove a tutela del procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, sul caso Bartolozzi-Almasri. Ieri il consigliere laico Ernesto Carbone, come primo firmatario, insieme con i togati Roberto Fontana e Domenico Miele, ha depositato al comitato di presidenza una richiesta di apertura pratica a tutela di Lo Voi e dell’intera magistratura per i «ripetuti, illeciti attacchi delegittimanti e pericolosi per l’equilibrio fra i poteri dello Stato».

Scudo a Bartolozzi, la destra attacca. Lo Voi: “Sconcertato”

di Giuliano Foschini

Tutto parte dall’accusa dei capigruppo di maggioranza alla Camera (Galeazzo Bignami, Paolo Barelli, Riccardo Molinari e Maurizio Lupi) dell’uso «distorto del potere di qualificazione dei reati» che, secondo loro, avrebbe commesso Lo Voi nell’iscrivere nel registro degli indagati la capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi. «Un’azione» si legge nei documenti del Csm, però, «stando ai fatti è avvenuta su esplicita richiesta del tribunale dei ministri e dunque nel rispetto della legge».

«È quanto mai urgente e indifferibile» scrivono Carbone, Fontana e Miele, «una presa di posizione netta, solida, compatta da parte del Csm. La magistratura – continuano – deve essere rispettata dagli altri poteri dello Stato e deve essere protetta e tutelata da questo Consiglio, che oggi come non mai è chiamato a intervenire in rappresentanza e protezione della magistratura e del sistema costituzionale».