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17 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:40
Come da attese, il Consiglio superiore della magistratura ha archiviato la pratica di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale aperta nei confronti del procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi in relazione al caso Almasri. La proposta di archiviazione della commissione competente (la Prima) è stata approvata dal plenum a maggioranza, con sei astensioni. La pratica era una delle iniziative adottate un anno fa dai consiglieri laici di centrodestra contro Lo Voi, dopo che il pm aveva iscritto nel registro degli indagati la premier Giorgia Meloni, i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano, denunciati dall’avvocato ed ex politico Luigi Li Gotti per la liberazione e il rimpatrio di Osama Almasri, generale libico accusato di torture. Come prevede la legge, la denuncia era stata trasmessa senza indagini al Tribunale dei ministri (lo speciale collegio competente a indagare sui reati ministeriali) che mesi dopo ha archiviato la posizione di Meloni, chiedendo invece l’autorizzazione a procedere – negata dalla Camera – per gli altri tre membri del governo. I laici di centrodestra, però, hanno sostenuto che l’iscrizione da parte di Lo Voi non fosse un atto dovuto ma una precisa scelta politica contro l’esecutivo, depositando al Csm un esposto in cui si chiedeva l’allontanamento coatto del procuratore da Roma, possibile solo quando un magistrato non può esercitare le funzioni in una determinata sede “con piena indipendenza e imparzialità“. Un’iniziativa già presa più volte per “bastonare” i magistrati sgraditi, che però non ha mai raggiunto l’obiettivo per l’assenza dei presupposti giuridici.







