Il salto da Buckingham Palace a Westminster è di pochi chilometri, ma è ancora più breve oggi, quando si parla del caso scottante del principe Andrea.
Il fratello del re, coinvolto nello scandalo dall’amico pedofilo americano Jeffrey Epstein e oggi protagonista dell’ultimo libro biografico di Virginia Giuffrè non sta trascinando all’inferno solo la famiglia reale, ma sta infiammando il parlamento britannico. Il primo ministro Keir Starmer è sotto pressione affinché si intervenga perché giustizia sia fatta. Andrea deve rinunciare a tutti i suoi privilegi e soprattutto deve lasciare la sua residenza di trenta camere al Royal Lodge.
Secondo le carte ottenute dal Times, il fratello del sovrano vivrebbe nella tenuta che fu della nonna, la Regina Madre, senza pagare l’affitto da più di vent’anni. “Peppercorn”, una minuzia, cita il contratto in base al quale sarebbero bastati i soldi spesi per i lavori di ristrutturazione del 2003 a compensare le spese di affitto fino al 2078. Un milione di sterline e poi altri 7,5 milioni per vivere a scrocco dei contribuenti in una residenza ricevuta dalla madre nella quale, chi lo ha visto, afferma che lui passi il tempo a giocare con i videogame. Peggio ancora, se Andrea fosse costretto ad interrompere il contratto di locazione anzitempo, dovrebbe essere risarcito di 500.000 sterline. Di più, secondo GBNews, il principe non avrebbe pagato le bollette dell’acqua per anni, 743 sterline l’anno moltiplicate per vent’anni, porterebbe l’ammanco a circa 14,860 sterline.










