Si tratta di una svolta fondamentale, poiché lo scontrino era il più grande alibi di Sempio, ma era anche sempre stato "motivo di discordia e di tante eccezioni presentate da varie parti", soprattutto per i "tempi troppo stretti" di coincidenza con i dati della cella telefonica. Il testimone, grazie alla sua "vicinanza ad Andrea Sempio e sia per la sua capacità di conoscere nel dettaglio i fatti dell'epoca", è ritenuto un soggetto che "avrebbe raccontato la verità".