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L'Onu rivede le previsioni sulla popolazione: il calo dal 2050. Gli abitanti non supereranno i 9 miliardi
"Il basso numero delle nascite sarà la fine della civiltà". Se c'è qualcuno preoccupato per le ultime tendenze demografiche è Elon Musk. E forse non è un caso che lui di figli ne abbia fatti almeno 14 (per fermarsi a quelli di cui si abbia sicura notizia).
In un post su X che fece rumore un paio d'anni fa invitò gli italiani a crescere e moltiplicarsi, pena la fine della nostra cultura. Come dimostrano i dati gli abitanti della Penisola non sembrano averlo ascoltato. Ma non è un problema solo degli italiani, praticamente ovunque le nascite segnano il passo: il mondo è destinato a svuotarsi, ha scritto qualche settimana fa l'Economist. Il fenomeno ha caratteristiche perfino sorprendenti: da una decina d'anni in Corea del Sud il tasso di fertilità è sotto quota uno (quello necessario perché la popolazione rimanga costante è 2,1). Di questo passo i coreani si dimezzeranno in meno di un secolo. La Thailandia non è molto lontana, anche qui la fertilità è intorno all'1. Nella popolosa America Latina la rivoluzione dei comportamenti ha toccato profondamente Paesi come Messico (ha più o meno lo stesso tasso di nascite degli Stati Uniti) e la Colombia: a Bogotà, capitale del Paese, nascono meno bimbi che a Tokio. In Turchia, dove fino a qualche tempo fa le famiglie numerose erano la norma, il tasso di fertilità è precipitato a livelli europei, 1,4. In Cina la popolazione è già in calo, così come in alcune zone dell'India (per esempio la capitale Nuova Delhi) mentre l'unico continente che continua a crescere a passo deciso (anche qui, però meno del previsto) è l'Africa.






