VENEZIA - Tutti condannati i tre veneziani coinvolti nella clamorosa evasione di Marco Raduano, esponente di spicco della mafia foggiana, fuggito nell’inverno di due anni fa dal carcere di massima sicurezza di Badu ‘e Carros, a Nuoro, nel quale si trovava detenuto per scontare una condanna a 19 anni.

Ieri, a conclusione del processo, il tribunale di Cagliari ha inflitto cinque anni e quattro mesi di reclusione a Marco Rinaldi, 30 anni, pugliese di origini ma residente a Mestre, e tre anni di reclusione ciascuno a Daniele Peron, 60 anni, e Tommaso Ruffert, 37 anni, entrambi di Mestre (ora ai domiciliari), riconosciuti responsabili del reato di favoreggiamento con l’aggravante mafiosa. La procura si era battuta per ottenere pene più pesanti.

Sotto accusa per gli aiuti garantiti al boss sono finite complessivamente dodici persone, di cui dieci sono state condannate a pene che vanno da un anno e otto mesi a cinque anni e quattro mesi. Assolto un agente di polizia penitenziaria accusato di aver aiutato il boss. A Raduano il tribunale ha inflitto due anni e sei mesi di reclusione.

L’evasione, il 24 febbraio del 2023, fu pianificata con l’espediente più classico: una corda fatta di lenzuola, un gancio realizzato in gran segreto nell’officina del carcere e la presunta complicità di qualcuno che dall’interno, oltre a fornire a Raduano telefoni cellulari criptati di ultima generazione per organizzare tutti i dettagli della fuga, gli procurò anche i doppioni delle chiavi per uscire dal reparto di Alta sicurezza e arrivare al muro di cinta, dal quale poi si è calato.