Milano, 21 ott. (askanews) – Il mondo dell’arte saluta il gallerista Frediano Farsetti, classe 1934, che per 70 anni ha vissuto l’ambiente e, di riflesso, la storia dell’arte italiana e internazionale. Farsetti, trasferitosi a Prato nel 1952, ha organizzato la prima asta di arte moderna dell’Italia centrale a essere seguita dalle telecamere della Rai nel 1962 e nel 1996 a realizzare la più grande antologica di Ottone Rosai a Palazzo Reale a Milano.
Nel 1955 ha aperto una piccola galleria-laboratorio in via dei Cimatori dove ha cominciato a lavorare anche il fratello Franco, allora quindicenne, scomparso nel 2022. È l’inizio di un percorso segnato dall’apertura della prima vera e propria galleria in via Lanaioli nel 1957, che diventa un centro culturale frequentato da artisti, scrittori e intellettuali, a cui fanno seguito le sedi di Cortina d’Ampezzo nel 1964, della Versilia nel 1969 e di Milano nel 1982. Nel 1991 è stata inaugurata la nuova sede di Prato a fianco del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci progettata dall’architetto Italo Gamberini.
Gallerista amante dei dipinti e amico dei pittori, testimone diretto dell’arte del Novecento, Farsetti amava ricordare gli artisti così come li aveva conosciuti, quasi fossero il soggetto di un film. Partendo da Rosai, per arrivare e de Pisis, Soffici e Morandi, sono molti i suoi scritti-testimonianza che teneva a pubblicare all’interno dei suoi cataloghi, ancora oggi strumento prezioso per addetti ai lavori e collezionisti. Nei settanta anni di attività che ricorrono quest’anno, Frediano Farsetti ha bandito e organizzato più di 200 incanti, proponendo più di 106.000 opere.






