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Ultimo aggiornamento: 15:52

“Abbiamo teorizzato la democrazia, adesso dobbiamo praticarla: non isolare le minoranze”. La segreteria di Forza Italia al quarto piano della Camera è iniziata da poco più di un’ora, ma quando prende la parola la presidente della Commissione Esteri Stefania Craxi rende bene il clima della riunione a porte chiuse: uno scontro all’interno del partito sul regolamento dei prossimi congressi regionali. Il segretario e vicepremier Antonio Tajani e la maggioranza del partito da un lato, la minoranza seguita da diversi ministri, dirigenti e parlamentari dall’altro.

La segreteria era stata convocata per fare un’analisi del voto delle elezioni regionali appena passate (“È normale che andiamo meglio in Calabria che in Toscana”, dice Tajani), la manovra (“Bisogna fare una battaglia sulla cedolare secca per gli affitti e per il comparto sicurezza”) ma soprattutto l’approvazione del nuovo regolamento sui congressi regionali che si celebreranno a inizio 2026, un anno e mezzo prima delle elezioni politiche. Sono i primi congressi regionali nella storia di Forza Italia e dunque un passaggio chiave per il partito post-berlusconiano.