Sarebbe stato decisivo, oltre ai riscontri successivi condotti dalla polizia, quanto raccontato nei primissimi minuti dopo l'agguato al pullman dei tifosi del Pistoia costato la vita a uno degli autisti, il racconto reso da uno dei sospettati fermati dalle forze dell'ordine.
Il fuggitivo, rintracciato nei pressi della statale Rieti-Terni, stava tentando di allontanarsi dal luogo dell'agguato quando la polizia lo ha fermato insieme ad altri due dei tre ultras finiti ieri sera in manette.
I tifosi della Sebastiani coinvolti e finora identificati avrebbero raggiunto la zona a bordo di tre autovetture, ma solo una di queste è stata bloccata dalla polizia. A bordo delle altre due c'erano altri tifosi che si sono rapidamente dileguati abbandonando i compagni al loro destino.
Non saranno oggi, come appreso in precedenza, gli interrogatori e le relative convalide degli arresti. "Non siamo entrati nel merito dei fatti avvenuti domenica sera. Ho incontrato in carcere per pochissimo tempo il mio assistito. È molto provato e dispiaciuto, piange, vorrebbe chiedere scusa e parlare con i familiari della vittima", ha detto all'ANSA l'avvocato Andrea Vella, legale di Kevin Pellecchia, il 20enne finito in manette ieri sera.














