VENEZIA - Non è in grado di risarcire l'avvocato dal cui studio è accusata di aver sottratto complessivamente circa 100mila euro: per questo motivo il giudice Alberto Ciampaglia ha rigettato la sua richiesta di essere affidata in prova ai servizi sociali e la successiva istanza di patteggiamento a due anni di reclusione (senza la sospensione condizionale) che il suo legale, l'avvocato Carlo Costantini, aveva concordato con il pm Giorgio Gava.

Fabiana Rizzà, 48 anni, già consigliera di Municipalità di Mestre-Carpenedo per la lista fucsia del sindaco Brugnaro e oggi dipendente comunale, finirà dunque a dibattimento, di fronte alla giudice penale Michela Rizzi: il processo è fissato per il prossimo 12 febbraio.

È questo l'esito dell'udienza celebrata ieri alla Cittadella della giustizia di piazzale Roma. La donna è accusata di appropriazione indebita in relazione all'ingente somma di cui ha denunciato la sottrazione, nell'arco di tre anni, lo studio legale di Mestre nel quale ha lavorato come segretaria per lungo tempo. A sporgere querela sono stati gli stessi titolari dello studio legale, i quali si sono accorti del consistente ammanco nel 2022, dopo che Rizzà aveva rassegnato le dimissioni per prendere servizio in Comune di Venezia, negli uffici della Carbonifera.