Agli ultimi piani di Palazzo Molteni, nove fotografie extra-large diventano affacci su architetture colossali, possenti strutture in cemento, scorci nostalgici e colorati modellini dalle ombre asettiche. È l’atmosfera di Untitled, la mostra di Santi Caleca visitabile fino al 16 gennaio 2026 a Milano, in Via Manzoni 9. Curata dalla Galleria Antonia Jannone Disegni di Architettura, in collaborazione con Francesca Molteni, il progetto riunisce sotto l’obiettivo del fotografo palermitano l’opera di tre maestri dell’architettura: Aldo Rossi, Frank Owen Gehry e Ettore Sottsass.

Aldo Rossi, Cimitero San Cataldo, Modena, 1989

Santi Caleca inizia la sua carriera come fotoreporter per il quotidiano palermitano “L’Ora”, poi si sposta a Parigi e subito a Milano: qui l’incontro con Isa Vercelloni che gli apre le porte di Casa Vogue. Da quel momento l’ingresso nell’ambiente del design milanese e un susseguirsi rapidissimo di incontri. Caleca ne parla generosamente: «Dal 1976 ho iniziato a lavorare con Isa Vercelloni, direttrice di Casa Vogue. È lei che mi ha introdotto in questo settore. Tre mesi dopo mi presentava Sottsass, che cercava qualcuno di nuovo e più nuovo di me, in quel momento, non ce n’era. Con Ettore è nata subito un’amicizia: la settimana dopo ero già a cena a casa sua con mia moglie. Poco dopo abbiamo fatto un viaggio insieme, a Natale, in Sicilia. È stata una relazione di grande stima e ironia durata fino alla fine. Infatti, anche il nostro ultimo lavoro porta con sè il ricordo di un amichevole battibecco. Ero a casa sua per fotografare gli Specchi di Dioniso disegnati per Glas Italia. Appena mi vide con la macchina digitale, si arrabbiò da morire esordendo con un “Anche tu sei caduto in mezzo a queste cose”. Nonostante tutto si fidò, gli feci stampare le immagini in 30x40. Poi arrivò una chiamata: Sono belle mi piacciono, disse».