Milano, 13 dic. (askanews) – Una vita in 1200 fotografie, testimonianza di un intellettuale curioso, sempre in movimento, consapevole dell’impermanenza di ogni cosa. La Triennale Milano dedica a Ettore Sottsass la mostra “Mise en scène”, ricchissima raccolta di immagini del designer, scrittore e artista, curata anche dalla compagna Barbara Radice. “C’è questo senso del tempo che passa e va e va – ha detto ad askanews – forse ce l’abbiamo tutti. E poi c’è quella che lui chiama polvere d’oro, che è la vita: allora lui voleva in qualche modo fermare la clessidra del tempo, cioè è un modo di dire per dire che voleva riuscire a fissare qualche cosa di quello che stava passando”.
Fissare i momenti, in qualche modo salvarli, ma anche, in un altro, ammettere che si può solo accettare il flusso e lasciarsi trasportare, cercando nel frattempo di tenere gli occhi, o l’obiettivo della macchina fotografica, bene aperti. “È una storia sociale degli artisti e degli intellettuali degli ultimi trent’anni – ha aggiunto Stefano Boeri, presidente della Triennale – ma è anche la storia di come una piccola Leica può aver anticipato quello che oggi facciamo normalmente per accumulare in modo compulsivo le immagini sul nostro cellulare, ma al contempo è una mirabile esplorazione di mondi sociali e geografici”.






