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21 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:16
Il 6 giugno 2009 Silvio Berlusconi arrivò in elicottero a Villa Rodella di Cinto Euganeo, sulle colline padovane. Ad attenderlo c’erano Giancarlo Galan, con una camicia a quadri, in stile festa di campagna, e la neo moglie Sandra Persegato. La dimora era stata riportata all’antico splendore, con lavori che – come si scoprirà dopo qualche anno – erano stati resi possibili anche dai fiumi di tangenti che avevano attraversato il Veneto e la stagione di potere di Forza Italia. Qualche incrinatura già si profilava, visto che nel dicembre successivo fu formalizzato il passaggio di testimone: un Galan piuttosto riottoso e indispettito sarebbe andato a Roma, a fare il ministro dell’Agricoltura, mentre la Lega avrebbe ottenuto il candidato per succedere al vertice della Regione Veneto. Stava per cominciare l’era di Luca Zaia, che sarebbe durata per tre legislature, le stesse che aveva ricoperto l’ex manager di Publitalia, diventato politico alla corte del Cavaliere.
Dal 2009 al 2025 sono trascorsi 16 anni e Villa Rodella, che per poche ore è stata riaperta il 19 ottobre al pubblico, ha testimoniato i fasti e la caduta di un uomo potente, le ferite provocate dall’inchiesta sulle mazzette del Mose e il patteggiamento, con cessione del bene cinquecentesco allo Stato per pagare i debiti giudiziari. Da allora si è consumata anche la parabola di Zaia alla guida della Regione, quasi simmetrica per durata a quella di Galan, ma non traumatica per quanto riguarda la sua conclusione. La gente è tornata nei saloni e nel giardino, con la curiosità di chi va a vedere come viveva un vip finito nella polvere. In mezzo ci sta un’epoca di cambiamenti definitivi. Basti pensare che nel giugno 2009 fra i 300 invitati c’erano il coordinatore nazione del Partito della Libertà Denis Verdini, anche lui poi travolto dagli scandali, il conte Pietro Marzotto e il banchiere Ennio Doris, entrambi scomparsi.











