Il cammino della Cosa Centrista (Casa o tenda riformista che dir si voglia) ieri ha fatto tappa all’Hotel dei Principi, a Roma. È qui, infatti, che in una sala strapiena (almeno 600 persone) Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport e Turismo di Roma, ha lanciato il suo “Progetto Civico Italia”: un tentativo di mettere in rete amministratori - sindaci, assessori e consiglieri - di tutta Italia, ma anche associazioni, esperienze civiche, per proporsi poi come azionisti (o guida?) di quella quarta gamba centrista che in tanti a sinistra invocano. L’occasione era la presentazione del simbolo e del nuovo sito, ma il senso politico è lanciare un’Opa su quel magma centrista che sta provando a riaggregarsi. Ci ha provato, alla Leopolda, Matteo Renzi. Ora ci prova Onorato. Il senso è lo stesso e l’assessore capitolino lo ha spiegato così: «Il campo politico c’è già, ci sono le destre e le sinistre. Forse bisogna creare il centro-sinistra. L’obiettivo è contribuire all’alternativa a questa destra. E questo percorso è riformista, popolare e civico«.

In prima fila c’erano molti volti che si erano già vista alla Leopolda: il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, quello di Genova, Silvia Salis, da tanti guardata come possibile leader della Cosa Centrista, il sindaco di Udine, il civico Alberto Felice De Toni, e naturalmente il primo cittadino di Roma, Roberto Gualtieri (ma in veste di ospite). C’erano poi Stefano Bonaccini, presidente del Pd, e Goffredo Bettini, ispiratore di tante leadership passate del centrosinistra, grande sponsor di Onorato, e il primo, nel Pd, a parlare della necessità di creare una “tenda riformista”, alleata di Pd-M5S-Avs. La sorpresa della giornata, però, è stata l’arrivo di Giuseppe Conte, leader del M5S. «Era stato invitato», hanno minimizzato i suoi. Ma gli inviti, specie se si è leader di livello nazionale, si possono declinare. Il fatto che Conte abbia scelto di andare, peraltro in pieno psicodramma del Movimento 5 Stelle, non è un dettaglio da poco. Certo, conta il legame profondo tra il leader del M5S e Bettini. Ma non c’è dubbio che la presenza di Conte sia stato un modo per “benedire” esplicitamente il tentativo di Onorato. Il quale, dal palco, ha ricambiato: «Saluto Conte», ha detto non appena lo ha visto entrare in sala, «e mi permetto di dire che leggendo il dibattito nei Cinquestelle, mi viene da riflettere sul lavoro difficile e fruttuoso che hai fatto in questi anni, un lavoro prezioso: hai trasformato un Movimento antipolitico in forza di governo».