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"Anna" è il primo film sulla sfera privata di un simbolo del cinema italiano. Monica Guerritore: "Ma quanta fatica per girarlo"

È la notte del 21 marzo 1956. Alle ore 5,30 il telefono di Anna Magnani squilla. "Lei ha vinto l'Oscar! le grida qualcuno, come rivelerà lei stessa il mattino dopo, al telegiornale -. Ma io ho risposto: lasciatemi dormire. A quest'ora gli scherzi non sono divertenti". Questa celebre scena (non era uno scherzo, evidentemente) non si vedrà in Anna. Il primo film dedicato alla più grande attrice italiana, che - presentato ieri alla Festa del Cinema di Roma; dal 6 novembre in sala - con tre anni di sfiancanti battaglie ed inesauribile dedizione, Monica Guerritore ha scritto, diretto e interpretato attorno al mito di Nannarella, non vuol essere un film esatto. Ma vero.

Signora Guerritore: Anna parte proprio da quella notte. Ma lei la racconta in un altro modo. Perché?