Ottenuta a partire dal siero della lavorazione della Mozzarella, la Ricotta di bufala campana Dop, possiede un potente carattere identitario. Tecnicamente, con la produzione della ricotta il casaro raccoglie le sieroproteine, preziose componenti ad alto valore biologico disciolte nel siero, e i nutrienti restanti dalla produzione del formaggio. Così come la lavorazione di ogni formaggio è differente, anche il siero che ne rimane ha caratteristiche peculiari e dà origine a una altrettanto ampia varietà di ricotte. La Ricotta di bufala campana Dop non solo esprime il valore del suo territorio di origine, ma provenendo sempre e solo dalla lavorazione della mozzarella, ha caratteristiche definite e riconoscibili, identitarie.
È questo il fil rouge che ha animato la masterclass “La dolcezza segreta: la Ricotta di bufala campana Dop” al Festival C’è+Gusto 2025 a Bologna. Sara Consalvo, giovane presidente del Consorzio di Tutela Ricotta di Bufala Campana Dop, illustrandone le caratteristiche nutrizionali, ha sottolineato quanto la ricotta sia adatta a un pubblico di ogni fascia di età, dai bambini agli anziani. A livello sensoriale, sono sorprendenti la dolcezza e la struttura estremamente cremosa, date dalla ricchezza del latte di bufala, sia per la versione omogenizzata o “lisciata” più leggera e avvolgente, sia per la versione classica, più compatta e intensa. Nelle diverse aree d’Italia le abitudini di consumo della ricotta sono differenti: se al Sud è considerata un’istituzione, consumata tal quale o protagonista di preparazioni gastronomiche come la pasta e ricotta o la ricotta al pomodoro, nelle regioni del Nord il consumo è più moderato, utilizzata principalmente come ingrediente per i ripieni.









