WASHINGTON. Alla Casa Bianca, questo lunedì, i giornalisti presenti hanno iniziato a udire fin dal mattino dei secchi rumori provenire dall'Ala Est della residenza presidenziale, accompagnati da un frastuono di macchine da lavoro in azione. La zona non è accessibile ai corrispondenti che seguono il presidente, ma alcuni reporter sono subito corsi in un piccolo parco dietro il Dipartimento del Tesoro per assistere a uno spettacolo che nessuno immaginava: una parte della Casa Bianca che veniva demolita da alcuni operai con una scavatrice — per la precisione l’entrata laterale dell’Ala Est — per fare spazio alla sala da ballo voluta da Donald Trump. Il presidente aveva assicurato che la costruzione del nuovo ampliamento da 250 milioni di dollari non avrebbe “interferito” con la residenza già esistente. «Sarà vicina, ma non la toccherà, e renderà omaggio all'edificio esistente, di cui sono il più grande fan», aveva detto Trump durante la firma di un ordine esecutivo a luglio. «È il mio posto preferito. La adoro».

Casa Bianca, lavori n corso: la East Wing demolita per diventare la sala da ballo di Trump

Trump ha annunciato che il progetto è ufficialmente iniziato questo lunedì in un discorso pronunciato nella Sala Est della Casa Bianca, indicando la parete alle sue spalle, dove sorgerà la Sala da Ballo da quasi mille posti — nei mesi scorsi aveva detto che sarebbero stati solo 650 — con i suoi muri completamente in vetro trasparente. «Per oltre 150 anni, ogni presidente ha sognato di avere una sala da ballo alla Casa Bianca per ospitare grandi feste, visite di Stato, ecc.», ha scritto poi il presidente su Truth Social. Trump ha da tempo pubblicizzato la nuova struttura di 8.400 metri quadrati, che quasi raddoppierà la superficie dell'edificio principale e delle sue ali est e ovest, e che lascerà alla Casa Bianca un’impronta indelebile dell’attuale presidente, da sempre uno sviluppatore immobiliare per vocazione. Il tycoon di New York ha già trasformato varie parti della residenza presidenziale, piastrellando il famoso Rose Garden, installando decorazioni dorate nello Studio Ovale, allestendo una Hall of Fame dei presidenti appena fuori dalla West Wing e installando due alti pinnacoli con la bandiera americana sia nel giardino frontale che in quello posteriore.