BELLUNO - Tre anni di lavoro dedicati al restauro e alla rifunzionalizzazione: ora – con inaugurazione sabato – riapre il Granaio di Villa Buzzati, edificio risalente al XVII secolo. Verrà utilizzato, anche in comodato d’uso, per laboratori, convegni, eventi, mostre, videoconferenze, residenze artistiche. Si tratta di una stanza, da cento posti a sedere, al piano terra dell’edificio. Fu cantina del granaio e non nasconde l’ambizione di diventare un polo culturale: «Non solo per la città – ha precisato Valentina Morassutti, custode del luogo, presidente dell’associazione Villa Buzzati San Pellegrino-Il Granaio e pronipote dello scrittore e giornalista nato nella villa nel 1906 – la sala è un sogno realizzato, credo nella potenzialità di questa operazione di recupero tant’è che vorrei servisse per uscire dai confini, arrivando ad essere riferimento internazionale, puntando a suggestive interconnessioni con ricaduta d’immagine su Belluno». L’obiettivo, tra l’altro, è partire da radici buzzatiane per lanciare la possibilità ai giovani di rimanere a Belluno: «Nell’auspicio di una montagna che si ripopoli, per non rimanere, insomma, con lo sguardo al passato, ma offrire nuove opportunità» afferma Morassutti.