"Penso ci arriveremo...
Siamo sulla strada di provare a fare un accordo. Se non lo faremo, un sacco di persone pagheranno un grande prezzo": Donald Trump ostenta un moderato ottimismo in vista del vertice di Budapest con Vladimir Putin, di cui i rispettivi ministri degli esteri discuteranno probabilmente giovedì in un luogo ancora da definire dopo la loro cordiale telefonata lunedì. Il faccia a faccia potrebbe essere a fine ottobre o più probabilmente a inizio novembre, dopo l'incontro con Xi a margine del summit Asean in Corea del Sud: due appuntamenti che potrebbero segnare il destino del mondo, almeno a breve.
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Zelensky: 'Putin non è pronto per la pace'. Trump: 'I Tomahawks? Spero non servano'
Il ministro degli esteri ungherese Peter Szijjarto è in arrivo a Washington per discutere i dettagli logistici del vertice, mentre Sofia è pronta a fornire un corridoio aereo sicuro allo zar per raggiungere Budapest, dribblando il mandato d'arresto della Cpi. Il presidente americano, parlando con i reporter durante l'incontro alla Casa Bianca col premier australiano Anthony Albanese, ha lanciato in realtà segnali ambigui e contraddittori sulla risoluzione del conflitto, affermando che "l'Ucraina potrebbe ancora vincere, ma non credo ci riuscirà". Aggiungendo poi che "potrebbe accadere qualsiasi cosa". Dopo l'ultimo teso faccia a faccia con Volodymyr Zelensky, il tycoon ha congelato per ora l'ipotesi di fornire a Kiev i missili Tomahawk e ha cercato di convincere il leader ucraino ad arrivare ad un accordo: dapprima cedendo tutto il Donbass, anche se ha negato di averne parlato con Putin, quindi congelando il conflitto sulla linea del fronte, ma senza più parlare di garanzie di sicurezza. Una giravolta che ha indotto gli europei a correre in soccorso di Zelensky, con un'accelerazione sull'utilizzo degli asset russi (sul tavolo al vertice Ue di giovedì), la minaccia di un altro pacchetto di sanzioni dopo il 19/mo che dovrebbe essere approvato a giorni, il via libera a maggioranza alla proposta della Commissione europea sullo stop al gas e Gnl di Mosca, il completamento dell'esame per aprire i negoziati di adesione alla Ue.













