Sono usciti i nuovi dati del Global Burden of Disease (Gbd) study, uno dei programmi per il monitoraggio della salute globale più grandi al mondo. Per intendersi, i dati messi insieme dai ricercatori che lavorano al progetto rispondono a domande come: qual è l’aspettativa media di vita oggi? Quali sono le principali cause di morte al mondo? Quali le cause principali di disabilità? Ma nel fotografare dove siamo oggi nel mondo, il Gbd study ci aiuta anche a capire quanta strada abbiamo fatto rispetto al passato. Perché è indubbio che di progressi in materia di salute ne sono stati fatti, e le dimensioni sono tanto maggiori quanto più ci si spinge a guardare indietro. Proviamo a raccontare i principali dati che emergono da questo lavoro in maniera tutt’altro che esaustiva considerata la mole dello studio coordinato dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) della University of Washington School of Medicine e che ha coinvolto oltre 16 mila scienziati. I risultati sono stati pubblicati in diversi studi sulle pagine della rivista Lancet.Global Burden of Disease Study: quanto è l’aspettativa di vita oggi al mondoUno dei focus del lavoro è quello dedicato a fotografare le aspettative di vita e la mortalità nei diversi paesi al mondo. Il dato globale è questo: una persona nata nel 2023 oggi ha un’aspettativa di vita di 76 anni, se donna, e di 71 se uomo. La variabilità è altissima sottolineano dall Institute for Health Metrics and Evaluation: si va dai 55-60 anni circa (considerando entrambi uomini e donne) della Repubblica Centroafricana, Sierra Leone, Lesotho Sud Sudan e Niger, agli 84-84 di Giappone e Singapore. L’Italia, con la sua aspettativa di vita media di 83 anni, si colloca decisamente nella parte alta della classifica. Oggi, continua il Global Burden of Disease Study, viviamo molto più che in passato: i grafici che mostrano l’andamento dell’aspettativa di vita mostrano un progressivo aumento dagli anni Cinquanta, quando la media era intorno ai 50 anni. Si notano però almeno due grandi depressioni nella linea che traccia l’andamento: una intorno agli anni Sessanta per alcune regioni asiatiche e una comune a tutte le aree del mondo intorno al 2020: sono gli effetti della Grande carestia cinese e del Covid rispettivamente.Quali sono le principali cause di morte al mondoIl Global Burden of Disease Study afferma che nel 2023 le morti sono state poco più di 60 milioni (672 mila in Italia) e l’età media di morte di circa 63 anni (era intorno a 47 nel 1990). Le principali cause di morte sono state le cardiomiopatie ischemiche (infarti), ictus e broncopneumopatia cronico ostruttiva (Bpco). Le malattie cardiache sono una costante in cima alle classifiche delle cause di morte, sorpassate in tempi recenti da Covid-19 (prima causa di morte nel 2021 con 9,4 milioni di morti, ora ventesima (dopo Hiv/Aids e malaria). Nella top ten delle cause di morte figurano inoltre infezioni delle basse vie respiratorie, disordini neonatali, Alzheimer, tumore al polmone, diabete, malattia renale cronica e cardiopatia ipertensiva (legata a ipertensione).Lo speciale sottolinea anche in questo caso la grande variabilità in termini di geografia e cause di morte, imputabili non solo all’impatto delle diverse malattie ma anche al peso di incidenti, terrorismo e conflitti. Tra questi, non a sorpresa, emerge il caso della Palestina: “La Palestina ha registrato il tasso di mortalità più alto al mondo e probabilità di morire prima dei 70 anni per conflitti e terrorismo - scrivono gli autori - Questi risultati sono in linea con il numero di vittime recentemente riportato nella Striscia di Gaza e con una perdita stimata di 30 anni di aspettativa di vita nei primi 12 mesi di guerra, una stima conservativa che quasi dimezza l'aspettativa di vita prebellica”. Dopo la Palestina, il peso di terrorismo e conflitti è maggiore in Ucraina e Sud Sudan.Quali sono le principali cause della perdita di saluteIl terzo grosso capitolo del colossale lavoro dell’Ihme è quello dedicato al peso che malattie incidenti hanno sulla vita delle persone in termini di perdita di salute. La misura utilizzata per stimare questo fattore è il disability-adjusted life year (daly). Al di là dei dati in sé - in cima alla lista delle principali cause di perdita di salute figurano malattie cardiovascolari, disordini neonatali, infezioni respiratorie e diabete - gli esperti sottolineano i cambiamenti osservati in questi anni. Parlano infatti di una “transizione epidemiologica, con sostanziali riduzioni del carico di malattie Cmnn (trasmissibili, materne, neonatali e nutrizionali, nda) a fronte di un crescente peso di malattie non trasmissibili e fattori di rischio metabolici, in gran parte dovuti all'invecchiamento e alla crescita della popolazione”. In particolare, continuano, è diminuito il carico di condizioni quali diarrea, hiv/aids, malaria, tubercolosi, che hanno lasciato posto a diverse malattie croniche e in buona parte prevenibili e a condizioni quali ansia e depressione. Anche se in alcune aree del mondo il peso delle malattie trasmissibili, sottolineano, rimane elevatissimo e il concetto di prevenibile cambia a seconda della geografia. Ovvero, agire sugli stili di vita, per ridurre pressione, colesterolo o indice di massa corporea, consente di ridurre il peso di malattie prevenibili, ma anche ridurre l’inquinamento, l’uso di droghe, migliorare le pratiche di assistenza sanitaria, igieniche e il sesso sicuro, possono farlo.“Senza progressi nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella gestione delle condizioni croniche delle malattie non trasmissibili - scrivono - i miglioramenti in termini di longevità rischiano di essere vanificati da un crescente peso delle malattie non fatali. Questo sottolinea la necessità per i sistemi sanitari e i decisori politici di dare priorità all'invecchiamento sano, concentrandosi non solo sulla riduzione dei tassi di mortalità, ma anche sul miglioramento della prevenzione e della gestione delle malattie”. La fotografia del Global Burden of Disease study serve soprattutto a questo, ad indirizzare le azioni future. In questa ottica un altro dei dati che solleva preoccupazione è l’aumento del tasso di mortalità nei giovani adulti in alcune aree del mondo, come il Nord America, imputabile all’uso di droghe, alcol e suicidi, rimarcano infine dall’Ihme.
Global Burden of Disease study, cosa dicono i nuovi dati del grande progetto che fotografa lo stato di salute in tutto il mondo
Le malattie cardiovascolari sono ancora la principale causa di morte e diminuisce il peso delle malattie trasmissibili, in quella che gli esperti definiscono una “transizione epidemiologica”






