Smentendo ogni superstizione, quella di venerdì 17 ottobre è stata una giornata decisamente fortunata per EssilorLuxottica. I titoli in Borsa del colosso mondiale dell’occhialeria hanno guadagnato il 13,8% in un solo giorno: un rialzo di questa portata non si vedeva dal 2008. La capitalizzazione di mercato dell’azienda è aumentata di 17 miliardi di euro; mentre scriviamo, sfiora i 133 miliardi. Tutto questo fermento si spiega con gli ottimi risultati trimestrali, i migliori di sempre per EssilorLuxottica, e con le grandi aspettative di crescita per gli smart glasses Meta Ray-Ban dotati di intelligenza artificiale.Quando la Silicon Valley reinventa l’occhialeriaDimentichiamo i Google Glass, gli occhiali in realtà aumentata che figurano tra i più fragorosi fallimenti di Big G. Nel 2019 Meta, la galassia tech capitanata da Mark Zuckerberg, ha iniziato a collaborare con EssilorLuxottica, il gruppo italo-francese nato l’anno prima dalla fusione tra Essilor, specializzata nelle lenti, e Luxottica, a cui fanno capo i più noti brand di montature. Un caso da manuale di convergenza tra big tech e industria tradizionale.Da allora, le due aziende hanno unito le forze per sviluppare una nuova generazione di smart glasses: non più tecnologie avveniristiche e un po’ bizzarre, bensì dispositivi comodi e di design che portano varie funzioni digitali nella vita quotidiana. Funzioni come foto, video, telefonate, promemoria, comandi vocali, interazione con un chatbot AI, navigazione, musica – e l’elenco si allunga di release in release.È stata tutta un’altra storia. Nel 2024, dopo il lancio delle prime due generazioni di occhiali Meta Ray-Ban, la partnership è stata estesa per dieci anni: un’eternità, in un settore che si muove così in fretta. È una sinergia anche finanziaria, visto che – stando alle indiscrezioni diffuse dalla stampa – quest’estate Meta avrebbe acquisito poco meno del 3% delle azioni di EssilorLuxottica.E adesso? Cosa aspettarsi da EssilorLuxottica e MetaOggi EssilorLuxottica archivia il terzo trimestre del 2025 con un fatturato record di quasi 6,9 miliardi di euro, l’11,7% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ed è tra i candidati ad acquisire il 15% delle quote di Giorgio Armani Spa, alla pari di Lvmh e L’Oréal: lo ha messo nero su bianco lo stesso Armani nel suo testamento. Insomma, per il colosso dell’occhialeria è un momento d’oro.Anche gli smart glasses hanno contribuito a questo successo. Non tanto perché siano prodotti di massa – almeno non ancora: per fare un esempio, i recentissimi Ray-Ban Meta Display, dotati di funzioni di intelligenza artificiale controllabili con i movimenti delle dita, hanno un prezzo (tutt’altro che popolare) di 799 dollari e sono disponibili solo in una manciata di mercati.Anche considerati nel loro insieme, i vari modelli di occhiali “intelligenti” rappresentano ancora una frazione piuttosto risicata dei ricavi di EssilorLuxottica. Ma è una frazione che ha già contribuito per oltre quattro punti percentuali all’incremento delle vendite e, da qui in avanti, continuerà a crescere. Gli analisti lo sanno e i mercati si orientano di conseguenza.Dopo tante false partenze, è iniziata l’era degli smart glassesStefano Grassi, chief financial officer di EssilorLuxottica, è convinto del fatto che gli occhiali “andranno concretamente a sostituire gran parte delle funzioni che oggi abbiamo integrate nei nostri telefoni”. Non a caso, il gruppo ha messo a frutto la partnership con Meta dapprima con il marchio Ray-Ban, per poi allargarla a Oakley per il mondo sportivo e, a quanto pare, tra non molto anche a Prada. Gli analisti citati da Reuters prevedono 60 milioni di smart glasses venduti nel mondo entro il 2035.Ora che Meta detta la linea, gli altri giganti tech sono costretti a rincorrerla. Anche quelli che si erano già cimentati in passato con gli smart glasses, andando incontro a una cocente delusione. Come Google, appunto, che progetterà i prossimi modelli con Gentle Monster e Warby Parker. Oppure Apple che sembra propensa ad accantonare i piani di sviluppo dei visori Vision Pro, dirottando gli sforzi verso gli occhiali intelligenti. Amazon sarebbe al lavoro su una linea dedicata ai suoi corrieri. La Cina non resta ferma a guardare: gli occhiali smart di Xiaomi sono già in commercio, quelli di AliBaba (muniti dell’assistente digitale Quark) arriveranno entro fine anno.