Roma, 20 ott. (askanews) – Adottare un bambino o una bambina in Italia è sempre più raro. Secondo gli ultimi dati disponibili del Ministero della Giustizia le adozioni nazionali sono diminuite in modo significativo, passando da 1.290 casi nel 2001 a 866 nel 2021. Ancora più significativo il calo dei numeri delle internazionali che sono passati da 3.915 ingressi nel 2001 a 598 nel 2021. Tra le possibili spiegazioni di questo crollo ci sono i costi alti da sostenere, un iter burocratico lungo, un percorso post adottivo senza troppi supporti e non ultimo la diffusione della procreazione medicalmente assistita (pma).
L’analisi emerge dal progetto Forties, finanziato dal PNRR e dedicato alla maternità in età avanzata che coinvolge un team di ricerca dell’Università di Padova e di Bologna (Dipartimenti di Scienze Statistiche) insieme alla Bicocca di Milano (Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale), coordinato dalla professoressa Alessandra Minello dell’ateneo padovano. “I dati sono pochi e non aggiornati: l’ultima rilevazione ministeriale complessiva si riferisce a dati del 2021, mentre l’ultimo Report della Commissione Adozioni Internazionali è del 2023 – rilevano le ricercatrici Elena Andreoni e Alessandra Decataldo, coordinatrice dell’unità milanese – ma il calo è netto: in vent’anni le adozioni in Italia si sono quasi dimezzate e quelle internazionali si sono ridotte a meno di un sesto”.














