Dopo Corpus Christi e The Hater, il regista polacco Jan Komasa firma con Good boy un nuovo, riuscito racconto estremo sulle derive morali dell’Occidente contemporaneo. Ambientato nell’Inghilterra di oggi, il film racconta di Tommy (l’emergente Anson Boon, al fianco di Tom Hardy in Mobland), è un ragazzo sregolato, celebre sui social per le sue corse in auto e i video autodistruttivi che alimentano una fama tossica e incontrollabile.

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A notarlo è Chris (Stephen Graham, Adolescence e molto altro), un attivista di mezza età ossessionato dalla sicurezza stradale e dalla moralità familiare, che decide di “rieducarlo” con metodi brutali. Lo rapisce e lo rinchiude nel seminterrato della propria casa di campagna, dove vive con la moglie Kathryn (Andrea Riseborough), un’anima depressa, e il figlio di dieci anni, Jonathan, costretto a sorridere per obbedienza.

Tra punizioni fisiche, umiliazioni e surreali tentativi di addomesticamento, Chris cerca di trasformare Tommy nel figlio modello e nel fratello ideale. Il film ribalta continuamente le posizioni di vittima e carnefice, fino a suggerire che chi ha bisogno di essere “rieducato” non è il ragazzo, ma l’adulto che lo imprigiona. Il film è una riflessione disturbante sulla genitorialità, sull’ipocrisia morale e sulla violenza nascosta nelle buone intenzioni. Good Boy uscirà in Italia nel 2026 con Minerva Pictures e Filmclub Distribuzione.