Nome in codice: "Geko". Ai tempi dello Ski College Veneto di Falcade, ma anche dopo, Riccardo Gemo si faceva chiamare così. Primogenito di tre figli (lascia i fratelli minori Nicola e Marta, oltre a mamma Carla e papà Matteo), il giovane vicentino viveva a Creazzo e aveva studiato all'istituto Follador-De Rossi di Agordo.

Come l'amico Nicola Xausa, con cui condivideva le passioni e la classe di nascita, anche se avrebbe compiuto 20 anni il prossimo 7 dicembre, Riccardo aveva intrapreso il percorso scolastico del turismo ma intanto coltivava l'amore per lo sci alpino. Il suo campione preferito era l'austriaco Manuel Feller e, malgrado la giovane età, era già diventato maestro di sci, risultato di cui andava molto orgoglioso.

Gemo aveva sempre amato lo sport, calcio compreso, tanto che da piccolo giocava nelle giovanili dell'Altavilla. Inoltre nel suo cuore c'era anche la musica, in particolare il violoncello, con un po' di posto pure per la buona cucina, a cominciare dal cotechino.

Il 19enne pensava al suo futuro come fisioterapista: dopo essersi pagato da solo un corso di formazione, aveva superato il test per l'ammissione al corso di laurea, collocandosi tredicesimo in graduatoria. Un sogno spezzato dal tragico schianto di ieri notte.