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Sabato sera il governo israeliano ha detto che continuerà a tenere chiuso il varco di Rafah, cioè l’unico che potrebbe permettere il passaggio di persone e cose fuori e dentro la Striscia di Gaza, senza passare da Israele e collegandola con l’Egitto. Israele ha detto che la riapertura dipenderà dalla restituzione da parte di Hamas dei corpi delle persone prese in ostaggio dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023, e che sono morte durante la prigionia.

Fino alla primavera del 2024 il varco di Rafah era il solo a non essere controllato da Israele, che controlla tutti gli altri accessi a Gaza, sia via terra che via mare. Da maggio del 2024 però è chiuso, perché Israele, che ha invaso la Striscia di Gaza e ne occupa ancora una grande parte, controlla il lato palestinese, e permette di usarlo solo in rarissimi casi.

Inizialmente il governo israeliano aveva detto che avrebbe permesso la riapertura del varco sabato 18 ottobre. Ha però cambiato idea, dopo che Hamas non ha consegnato i corpi di tutti gli ostaggi. Non è comunque chiaro cosa Israele intenda esattamente per “riapertura” del varco, e a chi potrebbe permettere di utilizzarlo.

La consegna dei corpi è una delle condizioni previste dall’accordo di pace tra Israele e Hamas mediato dagli Stati Uniti, che è entrato in vigore la settimana scorsa. Hamas finora ha consegnato i corpi di 9 ostaggi su 28. Venerdì Hamas ha consegnato altri due corpi, che Israele sta identificando. Secondo Hamas trovarli tutti è difficile a causa delle enormi devastazioni causate dagli attacchi di Israele, e per la presenza di ordigni inesplosi.