Israele riaprirà nei prossimi giorni il valico di Rafah per l’uscita dei palestinesi dalla Striscia di Gaza verso l’Egitto. Il Cogat (Coordinamento delle Attività Governative nei Territori) - l’unità del ministero della Difesa israeliano che si occupa di coordinare le questioni civili nei territori palestinesi, inclusa la gestione degli aiuti umanitari - ha dichiarato che la decisione è “in conformità con l’accordo di cessate-il-fuoco e le direttive dell’emanazione politica”. Il Cogat ha spiegato che i palestinesi potranno lasciare Gaza attraverso il valico di Rafah in coordinamento con l’Egitto, previa approvazione della sicurezza israeliana e sotto la supervisione di una delegazione dell’Unione Europea. Un meccanismo simile a quello attivato a gennaio.Non sono stati forniti dettagli su quando i palestinesi che lasceranno Gaza potranno rientrare nella Striscia di Gaza attraverso il valico.
Resti consegnati ieri a Israele non di un ostaggio
Intanto, si complica la consegna dei resti degli ultimi due ostaggi ancora dispersi nel territorio della Striscia sotto il controllo di Hamas. Nelle ultime ore, Hamas e la Jihad islamica palestinese hanno ripreso le ricerche nella zona di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, dopo che i resti umani consegnati ieri a Israele sono risultati non appartenere a nessuno dei rapiti deceduti. Secondo l’ufficio del primo ministro, gli esami sono stati completati dall’istituto forense Abu Kabir di Tel Aviv e le famiglie dei due ostaggi rimasti - l’israeliano Ran Gvili e il thailandese Sudthisak Rinthalak - sono state informate dell’aggiornamento. “Gli sforzi per riportarli a casa non si fermeranno finché la missione non sarà completata, ovvero fino al ritorno nel loro Paese per una degna sepoltura”, aggiunge l’ufficio del premier. Un funzionario della Croce Rossa ha dichiarato ieri al Times of Israel che i reperti consegnati da Hamas alle Idf consistevano in “piccoli resti” di un corpo.








