Intanto è in preparazione una mozione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sostenuta dall’Unione europea e dagli Stati Uniti, per conferire a una forza di stabilizzazione internazionale poteri per controllare la sicurezza a Gaza durante la ricostruzione. L’Egitto punta a guidare la task force. Gli Usa stanno facendo pressioni affinché abbia un mandato Onu senza essere una vera e propria forza di mantenimento della pace delle Nazioni Unite e agisca con gli stessi poteri concessi alle truppe internazionali che operano ad Haiti per combattere le bande armate. Turchia, Indonesia e Azerbaigian hanno promesso di inviare soldati per la task force. Non si prevede, al momento, il coinvolgimento di truppe europee, ma la Gran Bretagna ha inviato alcuni consiglieri a una piccola cellula gestita dagli americani in Israele per sovrintendere all’attuazione della seconda fase del piano di pace. Il Regno Unito ha già addestrato un contingente della polizia palestinese, ma la proposta assegna alla forza internazionale la responsabilità principale. Se la task force si dimostrerà efficace, Israele si ritirerà ulteriormente seppure ha tuttavia insistito sul fatto che manterrà un’ampia “zona cuscinetto” per proteggersi da nuovi attacchi di Hamas .
Il valico di Rafah resta chiuso. Israele accusa: "Hamas non rispetta l'accordo"
Il valico di frontiera di Rafah tra l’Egitto e Gaza resta chiuso. Avrebbe dovuto riaprire lunedì ma l’ufficio del Primo Ministro Be...















