ALBIGNASEGO (PADOVA) - «Mio padre sapeva costruire tutto, ma neanche lui immaginava si creasse qualcosa del genere in Brasile». A dirlo è Roberto Battisti, da qualche mese cittadino onorario di Salvador, dopo la fondazione con la "Passo dopo passo" onlus del Centro Comunitario Joao Paulo II e la costruzione di Casa Lar Padre Virgílio, che accoglie oltre 400 bambini e adolescenti del Bairro da Paz, offrendo gratuitamente servizi di assistenza, pasti e formazione professionale.

Il padre era Fernando «ed il merito è suo e dei suoi amici - spiega Roberto -, a partire dal dottor Paolo Rossaro che lo sfidò: "Se ti faccio star meglio, vieni con me ad aiutare don Guido nella favela di Salvador, dove non c'è nulla, visto che sai fare il muratore, falegname, fabbro". È stato così che nel gennaio del '98 i due, con altri amici di Albignasego e Trento, sono partiti per 4 settimane di lavoro». Ed è così che, senza saperlo, iniziava a nascere la onlus.

«Al ritorno ci raccontarono che lì c'era tanto da fare, bambini da aiutare, ragazzi a cui insegnare un mestiere continua Battisti -. Il primo progetto ambizioso era costruire una struttura polivalente che fungesse da chiesa con le stanze per il sacerdote, una sala per gli incontri e un ambulatorio per l'assistenza medica gratuita. Così hanno coinvolto altri muratori e manovali per tornare un mese a lavorare, con un container di 40 piedi zeppo di travi, piastrelle, sanitari, letti, un banco bar, dei forni per il pane, del vestiario e una statua di Sant'Antonio. Ricordo Bruno Binotto, Sergio Gallinaro, Ireneo Contran, Zita, Bruno Milesi e tanti altri che insegnavano l'arte ai giovani del posto».