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Il museo di Villa Bertelli riannoda i fili di una storia locale e, insieme, di un capitolo dell’arte italiana
L’inaugurazione del Museo «Quarto Platano» a Forte dei Marmi, nel giugno 2024, non fu un semplice appuntamento: ma il riemergere di una memoria fino ad allora dispersa tra ricordi privati ed estati versiliesi. Forte dei Marmi, sinonimo di villeggiatura, nel Novecento fu approdo di figure centrali della cultura italiana. Al «Quarto Platano», già Caffè Roma, passavano artisti e scrittori: non un salotto di rappresentanza, ma una stanza comune in cui percorsi diversi si incrociavano e si influenzavano, facendo di quel luogo un autentico snodo delle arti.
Quel dialogo continua oggi nelle sale del secondo piano di Villa Bertelli, dove si dirama un itinerario che restituisce due grandi stagioni del secolo: l’intervallo tra le due guerre e il secondo dopoguerra. Tra i protagonisti figurano Giorgio de Chirico ( Cavallo nel paesaggio , 1938–39), Alberto Savinio ( Ritratto della signora De Francisci , 1933), Giorgio Morandi, Wassily Kandinsky, Massimo Campigli e Gino Severini.






