Una vendetta pubblica, quella scelta dalla donna che ci scrive da Roma, definita dalla psicologa “un sentimento primitivo che non consente di elaborare il dolore”
di Veronica Mazza
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“Avrei messo la mano sul fuoco sulla fedeltà di Luigi. Non perché fossi un’ingenua, ma perché era sempre stato amorevole, sincero e rispettoso, con me. Mi aveva chiesto di sposarlo e insistito perché organizzassimo il prima possibile. Oltre a essere il mio partner, era anche il mio più grande amico. Ho scoperto casualmente che mi tradiva e mi è crollato il mondo addosso”. Inizia così la mail che è arrivata alla nostra redazione, scritta da Margherita V., una donna di 30 anni che vive a Roma e lavora in uno studio di architettura.
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