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È una riflessione che espone la paura di ogni genitore di militari quella condivisa sui social: "Mio figlio, come tanti altri ragazzi e ragazze, sceglie ogni giorno di servire lo Stato, rischiando la vita"
Il post di Ilaria Salis, condiviso per pubblicizzare un incontro sul problema casa nel giorno in cui è stata compiuta la strage di carabinieri a Castel d'Azzano, ha sollevato polemiche. Come spesso accade si sono create due fazioni e quelli che la difendono a spada tratta sostengono che sia stata fraintesa, che è ciò che dice anche lei. Ma le polemiche, in realtà, nascono per qualcosa che Salis non ha detto, perché nel suo messaggio iniziale è mancato completamente un passaggio, anche solo di facciata, di solidarietà e pietas verso i carabinieri uccisi, che è arrivato solamente in un secondo momento. L'europarlamentare ha concentrato il suo discorso sugli autori della strage, senza parole di condanna nei loro confronti. Anche Nicola Fratoianni, intercettato ieri, a chi gli ha chiesto cosa pensasse della polemica su Salis ha risposto senza difese d'ufficio: "Ogni tragedia ha bisogno di essere letta anche in una dimensione più generale. Oggi è il momento dei funerali di Stato e non è il momento di fare questa lettura. Verrà questo momento come è giusto".






