Dopo il flop toscano, Appendino ha chiesto una riflessione seria, maggiore autonomia, un ritorno alle origini.

Ma dal vertice è arrivata la risposta più prevedibile e più stizzita: il fuoco incrociato di tre big, Patuanelli, Gubitosa e Taverna, che, in un perfetto sincronismo da trincea, hanno difeso la linea ufficiale e bacchettato la vice di Conte. Taverna, in particolare, non ha resistito alla stoccata: «Appendino è nel Consiglio nazionale, era quella la sede per parlarne».

Tradotto: silenzio in pubblico e obbedienza in privato.