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Ultimo aggiornamento: 21:17
Il contributo d’accesso a Venezia, il ticket che dal 2024, in alcuni giorni e ore, i visitatori giornalieri devono pagare per entrare nel centro storico lagunare, nel 2026 potrebbe salire fino a 15 euro. Ma non per il bene di Venezia: la metà serve a ripagare le Olimpiadi invernali di Milano Cortina.
La misura è contenuta nelle bozze del “decreto anticipi” collegate alla manovra, nello stesso articolo in cui si propone di alzare il tetto massimo della tassa di soggiorno, per il 2026, di 5 euro nei comuni di Lombardia e Veneto interessati dai giochi olimpici: quindi fino a 12 euro per i comuni non capoluogo, fino a 17 per i comuni capoluogo che “abbiano avuto presenze turistiche in numero venti volte superiore a quello dei residenti”. Resta facoltà delle amministrazioni comunali incrementare o meno, ma la novità prevista dal decreto è che, per la prima volta, il 50% del gettito viene “acquisito al bilancio dello Stato” per essere destinato a finanziare gli interventi connessi “ai giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026”.
Bene, in quello stesso blocco di misure c’è anche l’incremento di 5 euro (da 10 a 15) del tetto massimo contributo d’accesso a Venezia, città che non è interessata dai Giochi, ma che data la posizione potrebbe essere invasa da un turismo giornaliero pre o post olimpico. Per il comune di Venezia però sarebbe una fregatura: fino ad oggi l’incasso del “ticket” (formalmente una “tassa di sbarco” consentita per legge dal 2018, ma introdotta dal 2024, senza paragoni al mondo in una città) rimaneva al Comune, ora per la metà andrebbe allo Stato per ripagare le Olimpiadi.






