Assieme al conto da 11 miliardi di euro in tre anni previsto dalla Manovra, alle banche arrivano i ringraziamenti formali della premier Meloni per la "disponibilità" mostrata verso un provvedimento che include misure concordate e non, oltre a un inasprimento permanente della pressione fiscale.

I testi definitivi non sono ancora pronti e nei prossimi giorni le diplomazie saranno al lavoro per chiedere dettagli e chiarimenti e la magnitudo dell'impatto.

L' esborso che gli istituti di credito e le assicurazioni dovranno sopportare sarà un mix di misure, in parte volontarie in parte strutturali: una tantum e volontarie nel caso in cui dovessero sbloccare le riserve di capitale accumulate per la legge del 2023 sugli extraprofitti, che però rischia di diventare più onerosa in futuro; strutturali tramite l'aggravio previsto con un'addizionale Irap. "E' un impatto accettabile per un comparto come quello italiano" ha affermato il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti reduce dal G20 di Washington dove, dice, "anche il governatore Fabio Panetta ha sottolineato la solidità" del settore, aggiungendo poi, con una certa bonomia come "capisco il sì a malincuore", "è chiaro che a nessuno piace pagare le tasse".