«Fin dall'inizio del mio percorso giudiziario ho preso tutte le scelte possibili, affinché questo potesse portare più rapidamente possibile e in modo trasparente e sincero alla sentenza, qualsiasi essa fosse». Inizia così la lettera con cui Filippo Turetta annuncia di voler rinunciare all'appello, accettando la sentenza di primo grado. E cioè l'ergastolo.

È un foglio A4 interamente scritto a mano: la lettera è stata protocollata nel carcere di Montorio e ovviamente consegnata poi anche all'avvocato Giovanni Caruso.

«Tristemente consapevole che comunque purtroppo in nessun modo essa possa pienamente rimediare ed eliminare il profondo dolore e sofferenza che ho causato con le mie gravissime azioni a Giulia e a tutti i suoi familiari e parenti, impedendole di vivere una piena e meravigliosa esistenza - continua Turetta -. In questo momento ho maturato la convinzione e sento il bisogno per questi motivi e spinto dai forti sensi di colpa che provo, di assumermi la piena responsabilità per quello che ho fatto di cui mi pento ogni giorno. Sinceramente da profondo del cuore pensando a lei e a tutto questo, ho preso la scelta di rifiutare di affrontare i successivi gradi di giudizio e accettare la pena che ho ricevuto in primo grado».