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Ultimo aggiornamento: 14:27

Come non viene ricordato a sufficienza, dieci anni fa la Grecia fu la cavia delle peggiori sperimentazioni delle politiche di austerità, in obbedienza ai famigerati “Memorandum” imposti, al governo di sinistra di Tsipras, dalla “Troika”, di cui era figura centrale Mario Draghi come presidente della Bce e guida reale il ministro delle finanze della Germania, Schauble.

Ora quel ruolo di sede di sperimentazioni antisociali feroci, la Grecia lo assume di nuovo con il governo di destra di Mitsotakis.

È stata appena approvata dal Parlamento la cosiddetta legge delle “13 ore”, che i sindacati che hanno organizzato due scioperi generali contro di essa, hanno definito “legge schiavitù”. Formalmente questa è una legge per imporre lo straordinario ai lavoratori oltre i limiti attualmente previsti, quattro o cinque ore di lavoro in più al giorno per un massimo di 13, per 37 giorni all’anno. Quindi circa 150 ore di lavoro in più, pagate con una maggiorazione del 40% rispetto alla normale retribuzione. Il messaggio del governo greco è esplicito: sappiamo che le retribuzioni sono basse, ora vi diamo un modo di aumentarle, lavorando di più. Sì perché questo straordinari formalmente saranno volontari, ma come giustamente hanno chiarito i sindacati saranno le aziende a decidere e a imporli a chi e quando vogliono.