Venti secondi di gelo e di verità. Non servono parole, a volte: basta guardare negli occhi le persone per comprendere cosa frulla loro in testa. L’intervista di Elly Schlein a DiMartedì, negli studi di La7, è stata molto, molto simile a una seduta psicanalitica con la quale far emergere fobie, tic, nevrosi della paziente. Vedi alla voce Silvia Salis.
«La sindaca di Genova le piace o come scrivono i giornali c’è tensione perché potrebbe essere lei la leader del centrosinistra?», chiede Giovanni Floris. Elly sembra quasi terrorizzata. Sa che una parola sbagliata potrebbe compromettere gli equilibri incerti del campo largo. Così pesa ogni pausa, ogni concetto. Risultato? Il vuoto cosmico. «Nessuna tensione. C’è uno spirito di squadra. Ci siamo viste anche l’altro giorno, siamo a supporto del progetto che sta portando avanti per Genova e continueremo in questo modo». E pensare che proprio le foto insieme a Silvia, entrambe in completo di taglio maschile perfettamente matchato (dall’armocromista?), sembrano aver provocato le ire di parecchi big nel Pd...
Elly Schlein da Floris, guarda qui il video di DiMartedì su La7
Il resto del faccia a faccia corre via con una certa noia, perché Elly si gioca le solite carte retoriche del suo ristretto arsenale. «Ho una domanda per Giorgia Meloni - attacca con fare finto-incalzante -. Tra i complimenti sul suo aspetto e la promozione del suo libro, ha detto a Trump di non mettere il 107% di dazi sulla pasta italiana e di levare questi dazi che rischiano di far saltare centomila posti di lavoro in Italia con Confindustria che parla di 20 miliardi di export in meno solo l’anno prossimo. Questa subalternità ideologica del suo governo a Trump la sta pagando a caro prezzo il nostro Paese».






