BRUXELLES - Che per Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Politiche regionali, non fosse un periodo facile si era capito da un po’. La settimana che si chiude oggi ha messo queste difficoltà sotto gli occhi di tutti. Prima la plateale protesta delle regioni davanti al all’Europarlamento contro la proposta della Commissione sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) per il periodo 2028-2034 che di fatto rischia di cancellare la politica regionale europea, mina la politica agricola e mette in competizione le due principali politiche europee. Poi il nuovo rinvio del Parlamento su come organizzare il confronto nelle commissioni sul nuovo budget, un rinvio che fa parte dello scontro in corso tra gli eurodeputati su una proposta che in molti vorrebbero rispedire in blocco al mittente. Infine, giovedì, l’incidente più duro da digerire: dopo le crescenti proteste sulla proposta di bilancio a lungo termine, in un’audizione congiunta al Comitato delle regioni, Fitto pronuncia parole di apertura e di disponibilità a modificare la proposta iniziale, ma viene corretto qualche ora dopo dal servizio del portavoce dell’esecutivo Ue che risponde direttamente a Ursula von der Leyen. E’ un segnale inequivocabile non solo delle difficoltà di Fitto, ma anche delle tensioni che stanno crescendo intorno alla proposta di Multiannual Financial Framework.
Fitto apre a modifiche del budget Ue post 2028, ma la presidenza lo corregge
Dopo giorni di proteste da parte delle regioni e di conflitti tra le famiglie politiche in Parlamento che rallentano l’esame della proposta, alla disponibilità espressa in un’audizione dal vicepresidente, la Commissione ha reagito con un secco altolà






